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sabato 9 agosto 2008

Nessuno tocchi le sagre

Rivolta dei ristoratori del Tigullio contro le sagre. I gestori di ristoranti e trattorie lamentano la "concorrenza sleale" praticata dai padiglioni all'aria aperta, di fatto liberi da controlli di ordine fiscale e sanitario. Se è per questo, fanno concorrenza "sleale" anche per quel che riguarda il costo del lavoro (zero, visto che in genere la forza lavoro è composta da volontari) e lo "sfruttamento" (credo si chiami così) del lavoro minorile. E allora?
E' importante, qui, evidenziare due fattori. In primo luogo, le sagre rappresentano un ampliamento dell'offerta nel momento di maggior affluenza turistica. Chiunque abbia dovuto prenotare un tavolo da sei o più persone, un venerdì o sabato sera, in un ristorante a basso prezzo (è ovvio che la sagra non fa la concorrenza al ristorante di lusso) sa bene che non sempre è facile trovare posto. La sagra, dunque, contribuisce a un ampliamento dell'offerta rivolta soprattutto alla clientela non esigente (che è disposta a mangiare con piatti e posate di plastica, tormentata dalle zanzare, dopo mezz'ora di fila, e talvolta pagando un prezzo comparabile a quello praticato nei ristoranti). Secondariamente, proprio per questo mi sembra che il livello di concorrenza non sia particolarmente rilevante: chi vuole andare al ristorante per passare una serata tranquilla, va al ristorante, anche se c'è la sagra; e chi vuole andare alla sagra per ballare, magari ci va mezz'ora prima e ne approfitta per mangiare, ma questo non significa che - a parità di altre condizioni - sarebbe andata al ristorante se la sagra non avesse offerto servizi di ristorazione.

Mi sembra, quindi, che la protesta dei ristoratori sia piuttosto debole. E se anche fosse vero che essi devono subire una concorrenza più intensa nel momento di maggiore domanda, non vedo onestamente il problema. Questo è un fenomeno che si verifica virtualmente in qualunque settore liberalizzato, e anche in quelli non liberalizzati se si considerano anche le soluzioni, diciamo, informali. Perfino i tassisti abusivi si moltiplicano, nelle grandi città, nelle giornate e nelle ore in cui le code alle fermate dei taxi sono più lunghe. E' chiaro che con le sagre la concorrenza si fa più feroce, ed è bene che sia così. Capisco che la stagione sia quella che è, ma non si può pensare di uscirne chiedendo (peraltro senza alcuna probabilità di successo) limitazioni forzose dell'offerta.