Il comune di Genova ha avviato le procedure per un'asta internazionale, mettendo in vendita lo stadio di Marassi. Per il Secolo XIX, che non riesce a fare una cronaca imparziale, in questo modo Marta Vincenzi sta vendendo "un pezzo di storia del calcio italiano". E allora? Per il bene del calcio e per la sicurezza dei tifosi, gli stadi dovrebbero essere ben gestiti. Chi sia il proprietario, è del tutto secondario. La privatizzazione, in quest'ottica, ha perfettamente senso, perché chiunque rilevi lo stadio non vorrà, ovviamente, farlo fallire, lasciarlo nell'incuria, far fuggire gli spettatori paganti, o portarselo via. Vorrà trarne il massimo profitto, e a tal fine dovrà affrontare tutti gli investimenti necessari a rendere la struttura agevole e ben tenuta. Soprattutto, il finanziamento di interventi sullo stadio non entrerà più in competizione col rifacimento della pavimentazione del cimitero o l'acquisto di brodo caldo per gli anziani indigenti, o qualunque altra diavoleria sia oggetto delle cure del comune. C'è anche un altro aspetto, molto importante di questi tempi: se vuole attirare il pubblico, il proprietario futuro dello stadio dovrà massimizzare la sicurezza, facendo quanto possibile per allontanare i facinorosi e creando le condizioni per neutralizzarli quando iniziano a far casino. Lo spiega bene, pur essendo milanista, Massimiliano Trovato in questo Focus: "le esperienze inglese e americana - scrive Massimiliano - indicano che la figura chiave di tale scenario di sicurezza privata sarebbe lo steward, un ibrido tra la maschera d'un teatro e il buttafuori d'una discoteca, in grado di accompagnare lo spettatore al suo posto ma anche di prenderlo per un orecchio se non vi rimanesse educatamente seduto. E sarebbero rimesse all'interessata valutazione del proprietario, anziché all'arbitrio di un legislatore, la necessaria dotazione di misure di sicurezza, dalle videocamere ai tornelli, e l'individuazione delle politiche confacenti, ad esempio in tema di posti numerati". La privatizzazione di Marassi apre una marea di opportunità per rendere la vittoria domenicale del Genoa, o la sistematica sconfitta della Sampdoria, (*) un evento ancor più meritevole di essere goduto dal vivo. Su questo blog abbiamo in passato criticato il sindaco Vincenzi, e lo faremo in futuro. Ma questa mossa - se andrà in porto come deve, cioè senza indebite interferenze del comune durante l'asta (stile Alitalia) e senza successivi condizionamenti nella gestione dello stadio - merita tutto il nostro più caloroso applauso.
(*) Ok, non necessariamente uno stadio privato ed efficiente può garantire il raggiungimento di proprio tutti gli obiettivi desiderati. Ma in questa vita ci serve, un po' di utopia.
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mercoledì 24 settembre 2008
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