L'eterno ritorno dell'uguale. Per l'enne più unesima volta, il consiglio comunale di Sestri Levante si spacca sul "centro sociale" delle Casette rosse, con l'opposizione alla carica contro il progetto del sindaco, Andrea Lavarello, e della sua maggioranza. Tempo fa si era parlato di concedere l'uso dell'area a dei non meglio definiti "ragazzi" che ne avrebbero fatto un "centro di aggregazione politica". Poi l'ipotesi era tramontata, addirittura con strascichi polemici (il sindaco aveva fatto murare l'ingresso per impedirne l'occupazione). Ora la questione torna d'attualità, grossomodo con gli stessi toni di allora: un comunicato della minoranza accusa l'amministrazione di "realizzare un'opera che tutto ha di mira fuorché l'interesse generale della città". In realtà, mi si dice che il progetto sarebbe questa volta più articolato, e che prevederebbe la cessione di spazi - se non ho capito male - ai volontari del soccorso, a un gruppo di anziani, e al "forum dei giovani" (a meno che le due cose non coincidano, nel caso in cui nel forum ci siano sempre le stesse persone che erano giovani qualche anno fa). Il progetto costerebbe più di un milione e mezzo di euro (si parla di 843 mila, che come ogni preventivo che si rispetti sono destinati a raddoppiare qualunque cosa accada. Quindi, in burocratese, 843 mila euro significa "più di un milione e mezzo").
Non vivo più in zona e non ho seguito, se non marginalmente e orecchiando qua e là, la faccenda. Posso (e voglio) però dire che queste polemiche mi hanno stufato. L'amministrazione continua a lisciare il pelo a frange "giovanili" che non ha senso, politicamente, accattivarsi (almeno se il Partito democratico di Sestri è lo stesso Partito democratico che, a livello nazionale, dice quello che dice). L'opposizione sceglie la via facile della contestazione senza però, per quel che traspare dal comunicato offrire un'alternativa. Sono due i problemi. Primo: tutti i beneficiari dell'opera ne sono indegni oppure qualcuno va salvato? Non lo so: dico solo che, nella seconda ipotesi, bisogna dire come e quando e a che condizioni. Secondo: che fare, se non un "centro sociale" (qualunque cosa ciò voglia dire, e non l'ho mai capito), nelle Casette rosse? A questa domanda ho, a differenza della prima, una risposta precisa e convinta: venderle. Non ristrutturarle e poi venderle. Venderle, con gli attuali indici di edificabilità. La soluzione più ovvia e più giusta, chissà perché, nessuno la propone mai.
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domenica 7 dicembre 2008
martedì 14 ottobre 2008
Del perché i politici hanno diritto al parcheggio privilegiato
I parcheggi stanno diventando il tema politico più incandescente del momento. E non solo per la vicenda che ha avuto per protagonista Fabio Broglia, il consigliere regionale accusato di aver duplicato un pass per disabili allo scopo di poter lasciare la macchina comodamente sistemata nel centro di Sestri Levante. Sono altre le storie che ho trovato interessanti. La prima riguarda la spaccatura interna al Pdl sestrese, coi consiglieri contro il loro capogruppo (ed ex candidato sindaco), Giuseppe Ianni, che aveva di fatto appoggiato la decisione dell'assessore Massimo Bixio di dotare i consiglieri di un pass. La seconda, e del tutto analoga, questione avviene a Genova, dove alcuni assessori e consiglieri provinciali pare approfittassero (non ho capito se di diritto o di fatto) di alcuni posti nel garage della provincia. Non voglio unirmi al coro di quanti denunciano l'arroganza della casta, o simili. Un politico è una persona a cui viene delegato il potere di amministrare la cosa pubblica; e normalmente gli elettori chiedono al politico di ampliare la sfera di influenza pubblica, non di restringerla. Non si capisce in base a cosa, allora, si potrebbe chiedere ai politici di approfittare del loro status e del potere che hanno per gli altri, ma non per se stessi. Se si accetta e si invoca lo statalismo, allora bisogna accettarne e subirne tutte le conseguenze, compresi i privilegi feudali che la casta si vuole attribuire. Il problema non è se approfittano di questo potere oppure no: il problema è se ce l'hanno oppure no (questo e molti altri più seri e sostanziali). Chi non coglie questa chiamiamola sfumatura, non coglie "il sugo di tutta la storia", come disse un signore famoso. Queste sono le regole del gioco. Se non vi vanno bene le regole, e a me non vanno bene, allora chiedete di cambiare le regole, e pretendete un alleggerimento dello Stato - meno tasse, meno enti, meno leggi. Ma non potere volere la botte piena e il politico ubriaco.
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