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martedì 7 ottobre 2008

Corfole!

E' in distribuzione il nuovo numero del Corriere della Fontanabuona e del Levante. Segnalo il mio editoriale che prende lo spunto dal convegno di San Michele Valore Impresa, e un dibattito tra me e Paolo Smeraldi (che pure è un autore latitante di questo blog) sulle delibere antiprostituzione.

lunedì 15 settembre 2008

Puttane e puttanate

Sul Corriere della Fontanabuona e del Levante, sono tornato sulle famigerate delibere di Chiavari e Lavagna. Sulla questione più generale della lotta alla prostituzione, segnalo questo ottimo articolo di Alberto sul Riformista.

martedì 2 settembre 2008

Vietato prendere il treno

La crociata antiprostituzione del sindaco di Lavagna, Giuliano Vaccarezza, non si ferma di fronte a nulla. Sconfitta la libertà di parola, tocca ora alla libertà di movimento. Due secoli e mezzo di liberalismo, mezzo secolo di faticoso percorso comunitario, puf. Le puttane, zitte e ferme. Con una lettera al questore e al prefetto di Genova, il primo cittadino lavagnese si lamenta che le donnine "di colore" (l'avesse scritto un sindaco leghista, se lo sarebbero sbranato: ecché, se sono bianche le puttane allora vanno bene?) prendano il treno da Genova a Lavagna e ritorno. Quindi, chiede alla polizia ferroviaria "di effettuare controlli mirati a livello preventivo onde bloccarle prima che salgano sui treni, oppure - forse più agevolmente - direttamente sul treno, così da ostacolarne la discesa a Lavagna". Ora, non si capisce una cosa: perché dovrebbero essere bloccate e controllate? Perché sono di colore? Perché fanno le prostitute? L'unica possibile ragione potrebbe essere se sono clandestine - e alzo un sopracciglio vista la provenienza politica di Vaccarezza - ma, anche in questo caso, che succede poi?

PS Vaccarezza nella sua lettera protesta pure perché le belle di notte "sono in contatto fra loro tramite telefoni cellulari". Quando c'era Lui, caro Lei...

domenica 31 agosto 2008

Case chiuse

Su Il Nuovo Levante ho letto con interesse la proposta dell'On. Mondello in merito alle delibere contro la prostituzione sulle strade di Lavagna e Chiavari.
Ho molto apprezzato la prgmaticità della proposta: case chiuse e quartiere dedicato, come peraltro accade in molte realtà soprattutto del Nord Europa.
Abbiamo già discusso in questo blog delle delibere comunali che si riferiscono alla questione, criticandone gli aspetti di fondo e l'assurdo del non poter chiedere neppure un'informazione ad una persona che sta a bordo strada che si presume si stia prostituendo.
E' chiaro che le prostitute cercheranno di svolgere il meretricio in appartamenti e pensioncine varie, vista la scarsità di clienti sulla strada, ovviamente questo va a discapito dei proprietari e degli inquilini sia per le molestie dovute al via vai degli avventori che per un presumibile calo del valore dell'immobile. La proposta di dedicare una zona o comunque io direi piccoli edifici per questo tipo d'attività (senza falsi moralismi) mi vede a favore, con la preghiera di non soffocare con leggi e delibere la Professione.

mercoledì 20 agosto 2008

Vietato chiedere / 4 (ovvero: macroeconomicamente parlando)

Sul Secolo di oggi, Marco Menduni si spinge in un intrepido viaggio alla ricerca delle lucciole perseguitate (risultato: tre a Lavagna, una a Chiavari). Piuttosto interessante, comunque, la discussione diremmo filosofica (se non ci scappasse da ridere) sul diverso movente tra la delibera lavagnese e quella chiavarese contro la prostituzione in strada. La differenza sta tutta qui: a Lavagna la multa la prende il cliente, mentre a Chiavari anche la prostituta. Se proprio bisogna cercare il pelo nell'uovo, è meglio la soluzione chiavarese. Per due ragioni. La prima è che l'obiettivo dichiarato è quello di dissuadere la prostituzione su strada, e ovviamente la multa ha questo effetto; la seconda è che la multa equivale a un aumento dei costi sunk, e quindi tende a far convergere i costi della prostituzione su strada verso quelli della prostituzione in appartamento (ovviamente questo crea altri disagi, ma non è il problema di cui discutiamo oggi).

Devo dire che ho trovato piuttosto ridicole le "giustificazioni" del vicesindaco di Lavagna, Mauro Caveri: "Secondo noi le ragazze sono vittime - ha detto - non sono loro da punire. E poi, se vogliamo ragionare in termini macroeconomici, questi fenomeni vanno aggrediti sul versante della richiesta". Due questioni: (1) alcune ragazze sono sicuramente vittime, ma altre esercitano la professione per scelta: il sindaco non è un prete, non deve preoccuparsi di salvargli l'anima, deve solo far funzionare la città che gli è stata affidata; (2) macroeconomicamente parlando (ah ah) a me pare invece assai più sensato intervenire dal lato dell'offerta (deformazioni da supply-sider?) ma non nel modo punitivo sotteso alle delibere. L'unica soluzione soddisfacente, puntodivistamente parlando, sarebbe quella di individuare alcune zone da adibire alla funzione di "quartieri notturni", o a luci rosse. Non si può pensare di sconfiggere con 300 euro quello che non a caso è il mestiere più antico del mondo; anzi, se l'effetto immediato delle multe è un calo della presenza delle prostitute, il probabile effetto di lungo termine sarà (a) un rilassamento dell'enforcement a cui seguirà (b) una maggiore discrezionalità/selettività e, dal lato dell'offerta, (c) un incattivimento dei protettori e (d) una crescita del ruolo della prostituzione organizzata "militarmente" (cioè delle schiave del sesso) a scapito delle professioniste indipendenti.

Comunque la si guardi, la soluzione adottata a Chiavari e Lavagna (al di là degli evidenti problemi creati da delibere che vietano di rivolgere la parola al prossimo se il prossimo ha la faccia da puttana) è sbagliata, ingiusta e inefficace. Il problema pubblico, dunque politico, non è la prostituzione, ma la prostituzione su strada. Ossia, il problema non sono le puttane ma l'utilizzo della strada. Se non si capisce questo, non si risolve proprio nulla.

martedì 19 agosto 2008

Vietato chiedere informazioni / 3

Ebbene sì, sono arrivate le prime multe. Quei bischeri dei turisti sono stati colti sul fatto, contrattavano con Meretrici il costo della prestazione e....ZAC multa!!! La metteranno in cornice con la scritta saluti dal Tigullio (by night?).
Abitando in piazza Torino a Lavagna (di fronte alla stazione ferroviaria) vedo la sera sotto casa diverse Signorine passeggiare a bordo strada ed essendo una zona molto popolosa in estate, vicini al mare con molte seconde case, nasce il problema del parcheggio.
E' difficile trovarne uno quando si va a cena fuori, al rientro si può esser costretti a qualche giro in auto prima di posteggiare.
Capita a volte che se ne liberino nella piazza, in questo caso le Signorine lì si mettono perché si vedono meno, nascoste così come sono, tra le auto. Succede qundi di arrivare con la mia auto (sportiva e nera) e far cenno alla Signorina la quale molto gentilmente mi fa un sorriso e si sposta lasciandomi parcheggiare (peraltro le Signorine fungono anche da antifurto visto che sorvegliano la zona meglio delle guardie private).
Torno al momento in cui faccio cenno al parcheggio, secondo voi sarei multabile? In effetti ho chiesto un'informazione (il parcheggio è libero? per cortesia ti puoi spostare? ho ottenuto una risposta con un sorriso che equivale a "Certo, mi sposto così parcheggi").
Non è che qualcuno interpreta la mia domonda alla Meretrice come un " Mi fai entrare?" (Allusione clamorosa) e la risposta del sorriso come un "Giovane, auto sportiva, questo paga sicuramente bene"???

lunedì 18 agosto 2008

Vietato chiedere informazioni / 2

Dopo Lavagna, anche Chiavari ha la sua bella delibera che, con la scusa di combattere la prostituzione, combatte in realtà - e tutto assieme - la libertà di parola, la dignità umana, i principi basilari della civiltà e svariata altra mercanzia del genere. Recita infatti la delibera che "è vietato a chiunque", tra le altre cose, "intrattenersi, anche solo per chiedere informazioni, con soggetti che esercitino l'attività di meretricio su strada o che, per atteggiamento e modalità comportamentali, lascino chiaramente intendere di essere dedite a tale attività". Non ho idea se norme del genere siano compatibili con la Costituzione - non mi stupirebbe, perché la Costituzione italiana protegge tante cose ma non la libertà. Ma queste delibere sono odiose per mille e mille altre ragioni, non ultima il perbenismo ridicolo di cui sono intrise. Continuo a chiedermi se, nella categoria "puttane", vadano considerati anche i nostri politici.

mercoledì 13 agosto 2008

Vietato chiedere informazioni

La spassosa ordinanza n.5320 del comune di Lavagna vieta "a chiunque", tra le altre cose, "intrattenersi, anche dichiaratamente solo per chiedere informazioni, con soggetti che esercitano l'attività di meretricio su strada o che, per l'atteggiamento ovvero per le modalità comportamentali, manifestino di esercitare l'attività consistente in prestazioni sessuali". Se "colui" (e colei?) che richiede informazioni "è a bordo di un veicolo", "la violazione si concretizza anche con la semplice fermata al fine di contattare il soggetto dedito al meretricio", soggetto a cui naturalmente non è consentita "la salita sul veicolo". Tempi grami, per il lavoro più antico del mondo (non quello di politico, quell'altro).

PS Mi fa giustamente notare un amico che, quanto meno, sarebbe opportuna una circolare che chiarisca quali elementi oggettivi definiscano "l'atteggiamento ovvero le modalità comportamentali" puttanesche. No, giusto per sapere con chi parlare e con chi no, e non incorrere in spiacevoli fraintendimenti...