mercoledì 13 agosto 2008

Ma come si fa a non essere liberisti (in quest’Italia)?

Confessioni di un Pendolare.

Secondo una mia personalissima teoria: quelli che, come il sottoscritto, hanno avuto la sfortuna di doversi trasformare in “pendolari” a causa di obblighi lavorativi o di studio e hanno viaggiato avanti e indietro in treno, sui regionali, sugli interregionali che poi sono diventati regionali, sugli interregionali che poi sono diventati intercity, sugli intercity che poi sono diventati eurocity, sugli eurocity che poi si sono trasformati in intercity – ma Plus, attenzione quindi paghi da 1 a 3 euro in più –, sui treni veloci che poi sono diventati lenti o forse veloci non lo sono mai stati, e sui treni lenti che poi sono diventati carri bestiame, insomma, chi come il sottoscritto ha conosciuto Ferrovie dello Stato Spa, quell’azienda che quando arrivi a destinazione – con la clausola “sei già stato fortunato ad arrivare a destinazione, e ora vorresti anche essere in orario?” – ti infastidisce, con una frase degna della migliore assurdità Beckettiana, dicendoti “Grazie per aver viaggiato con Trenitalia”, come se a te, libero cittadino, fosse concessa una scelta, tutte queste persone – dicevo – sempre a mio personalissimo avviso, si possono inserire in solo due categorie: o quelli che si trasformano nei più incazzati degli antistatalisti iniziando a professare liberismo anche alle rotaie dei treni o quelli che perseverano con dei seri disturbi cognitivi. Vi auguro di finire tra i primi.

3 commenti:

Christian Passalacqua ha detto...

Caro Jacopo,
una cosa che pochi sanno è che Trenitalia oltre ad avere il monopolio su rotaia gode di un'altra agevolazione legata alle tariffe.
Faccio una premessa, la borsa valori negli Stati Uniti d'America era nata proprio per supportare gli investimenti infrastrutturali delle ferrovie che all'epoca stavano nascendo. Da noi per sviluppare le ferrovie ai tempi del fascismo si decise che su qualunque tratta servita dal treno per LEGGE tutti gli altri trasporti pubblici o privati DEVONO avere un costo al KM più alto.In pratica se qualcuno potesse offrirti un trasporto alternativo al treno da Sestri Levante a Genova, magari con un costo inferiore, sarebbe OBBLIGATO per legge (legge del Ventennio, periodo ricordato per la grande apertura Liberista dell'Italia)a far pagare il biglietto più di quello ferroviario.

Anonimo ha detto...

Uao, che punteggiatura!! Almeno un punto lo potevi mettere... a momenti svengo per leggerlo tutto.
Scherzi a parte il problema è serio e allo stesso tempo di non facile risoluzione.
Inoltre il post non cita i conti societari, i quali potrebbero essere tranquillamente paragonati a quelli di Alitalia... forse peggio!

Anonimo ha detto...

Christian,
questa non la sapevo! A mio avviso bisognerebbe dare un'onorificenza a Trenitalia per riuscire ad essere così drammaticamente in rosso nonostante tutte le distorsioni (a suo favore) nel mercato di competenza.

Anonimo,
il post era semplicemente scherzoso: per questo non parlo degli importanti argomenti a cui fai riferimento. Se vuoi un'analisi di ben altro spessore ti invito alla lettura di questo paper:
http://brunoleonimedia.servingfreedom.net/BP/IBL_BP_57_Ferrovie.pdf